Sintesi del Rapporto finale CONSOB su “Le offerte iniziali e gli scambi di cripto-attività”

Il 2 Gennaio 2020 la CONSOB ha pubblicato il rapporto finale sulle offerte iniziali di token e gli scambi di cripto-attività. Il documento fornisce un riscontro sulle questioni emerse dall’analisi delle risposte alla consultazione pubblica tenutasi tra marzo e giugno del 2019.

Qui il testo completo del rapporto finale CONSOB.

In attesa della regolamentazione specifica del settore a livello nazionale, che ad oggi non è ancora presente, il rapporto chiarisce alcuni elementi definitori, andando poi a concentrarsi sul regime che dovranno rispettare le piattaforme per l’offerta e negoziazione di token (cripto-attività) e i servizi di custodia e trasferimento dei token.

Di seguito riportiamo un sunto di quanto presente nel suddetto documento.

Aspetti definitori

Per quanto concerne gli aspetti definitori, il rapporto rileva una particolare attenzione ai seguenti punti:

  • Strumenti finanziari - Distinzione fra le cripto-attività riconducibili alla categoria degli strumenti finanziari e quelle non riconducibili, dove i criteri per operare tale distinzione devono essere presi dalla normativa europea esistente (MiFID).

  • Tecnologia DLT - viene distinta dalla nozione di blockchain, dove la prima è considerata categoria più amplia nell’ambito della quale è sviluppata la seconda. DLT è già stata introdotta dal legislatore italiano nel Decreto Semplificazioni.

  • La proposta normativa della CONSOB non è finalizzata a disciplinare operazioni su strumenti finanziari o token che ne condividano le caratteristiche. Nel regime ad hoc tratteggiato, la tecnologia DLT è presa in considerazione solo per le offerte di token non assimilabili agli strumenti finanziari.

  • Progetto imprenditoriale - l’approccio regolamentare ha come ambito oggettivo di applicazione gli investimenti aventi caratteristiche di finanziarietà, in forma di token, che incorporano il diritto a una prestazione futura, andando a tutelare l’impiego del risparmio finalizzato al finanziamento di un’attività economica.

  • Identificabilità dei titolari dei diritti - CONSOB accetta di eliminare questo elemento dalla definizione di cripto-attività, lasciando tale aspetto ad una successiva fase di verifica da parte degli operatori coinvolti (gestori piattaforme di offerta e di scambio di token).

  • Elemento della negoziazione - dovrà essere verificabile attraverso le informazioni rese nel documento di informativa preliminare sull’offerta (White Paper) in cui si dovrà dare conto anche degli accordi conclusi dal promotore dell’operazione di ICO con l’organizzatore del sistema di scambi prescelto. E’ ammessa l’offerta su piattaforme regolamentate di cripto-attività per le quali sia certa o accertabile la destinazione alla negoziazione.

  • Cripto-attività - L’approccio CONSOB vuole identificare le “cripto-attività” nelle attività diverse dagli strumenti finanziari e prodotti di investimento di cui alla normativa esistente. Tali cripto-attività consistono nella rappresentazione digitale di diritti connessi a investimenti in progetti imprenditoriali. Sono emesse, conservate e trasferite mediante tecnologie basate su registri distribuiti, nonché negoziate o destinate a essere negoziate in uno o più sistemi di scambio (Exchange).

Piattaforme per l’offerta di token di nuova emissione

Il rapporto esamina quindi gli aspetti relativi alle piattaforme per l’offerta di cripto-attività di nuova emissione:

  • Soggetti che gestiscono le piattaforme dedicate - viene confermato l’approccio di non creare una nuova normativa ma utilizzare la disciplina esistente in tema di crowdfunding.

  • Offerta dei token sulle piattaforme dedicate e loro negoziazione su piattaforme di scambio autorizzate - il token oggetto di offerta deve essere ammesso alla negoziazione in un Exchange iscritto nel registro tenuto dalla CONSOB ovvero in un Exchange avente sede in altro Paese purché sottoposto ad un regime di regolamentazione e vigilanza che abbia caratteristiche che si pongono in linea con quanto previsto dalla normativa italiana e purché, in relazione all’Exchange medesimo, la Consob abbia stipulato un apposito accordo di cooperazione con la corrispondente Autorità estera competente.

  • Requisiti minimi dei promotori dell’iniziativa e compiti delle piattaforme dedicate - non sono previsti requisiti organizzativi/patrimoniali, concentrando invece l’attenzione sulla trasparenza. Vengono identificati alcuni elementi minimi che dovrebbero essere presenti nei White Paper.

  • Resta in capo ai gestori delle piattaforme la verifica degli adempimenti legati alle verifiche della validità delle operazioni proposte, anche in considerazione della tipologia degli investitori cui le offerte si rivolgono

  • CONSOB intende imporre un obbligo al gestore della piattaforma di assicurare l’affidabilità tecnologica, eventualmente prevedendo a livello normativo: obblighi minimi di validazione/certificazione dei protocolli tecnologici utilizzati dai promotori (ricorrendo ad esempio a specifiche indicazioni dell’Agenzia per l'Italia digitale); le modalità di verifica di tali obblighi che potrebbe di preferenza venire posta in capo a figure di sponsor tecnologici dei promotori, in luogo dei gestori delle piattaforme per le offerte.

  • Approccio di proporzionalità - viene mantenuto quanto previsto nell’iniziale proposta CONSOB, dove il regime di opt-in si fonda sulla possibilità di beneficiare di un trattamento “proporzionale” rispetto alla disciplina domestica dei prodotti finanziari.

Exchange

Vengono riassunti i punti relativi ai “sistemi di scambi di cripto-attività” che potranno chiedere iscrizione e permanenza in apposito registro CONSOB:

  • Modelli di business - CONSOB ritiene preferibile seguire un approccio neutro da un punto di vista tecnologico, non precludendo la possibilità che i sistemi di scambio basati su specifici modelli e tecnologie possano beneficiare del regime normativo in discussione, purché vi sia un soggetto gestore identificabile e responsabile, e in grado di identificare i partecipanti alla piattaforma. Questo di fatto esclude gli Exchange decentralizzati (DEX).

  • Requisiti delle piattaforme di scambio - tali requisiti saranno proporzionali ai benefici ottenuti da chi eserciterà il meccanismo dell’opt-in. Specifici rischi connessi all’impiego di particolari modelli operativi potranno venire considerati in sede di regolamentazione di secondo livello.

  • Requisiti soggettivi del gestore - oltre ai nuovi soggetti, sarà aperto ai soggetti già autorizzati per la gestione di portali di crowdfunding e piattaforme di negoziazione di strumenti finanziari.

  • Requisiti delle cripto-attività negoziabili - potranno essere negoziati anche token che non provengono da una precedente offerta al pubblico su piattaforma regolamentata da CONSOB, a condizione che rispettino le condizioni di ammissione previste in via generale dall’organizzatore del Exchange e che siano disponibili adeguate informazioni per gli investitori.

  • CONSOB ritiene che gli Exchange registrati potranno realizzare una IEO se finalizzata alla successiva negoziazione sui medesimi, sempre che sull’Exchange siano disponibili adeguate informazioni per gli investitori in merito alle caratteristiche dei token e dell’offerta.

Custodial wallet

Infine vengono trattati i punti relativi ai servizi di custodia e trasferimento dei token:

  • Rispetto a quanto originariamente proposto, verrebbero istituiti presso la CONSOB due registri separati: uno per i “sistemi di scambi di cripto-attività” (Exchange) e un secondo per i “fornitori di servizi di portafoglio digitale” (Custodial Wallet), con requisiti oggettivi distintamente indicati per le stesse.

  • Con riferimento al profilo definitorio, la nozione di “servizi di portafoglio digitale” andrebbe ad indicare i servizi relativi alla salvaguardia ed alla fornitura dell’accesso ai token per conto terzi, anche attraverso la detenzione delle chiavi crittografiche private, necessarie per poter conservare e trasferire i token.

  • CONSOB conferma che l’orientamento rimane quello di fornire previsioni di carattere generale che poi andranno ulteriormente dettagliate in sede di regolamentazione di secondo livello. I requisiti sono quindi gli stessi previsti per gli Exchange.

  • Il fornitore di servizi di custodial wallet potrà essere iscritto in un apposito registro della CONSOB a condizione che sia dotato di:

a) regole e procedure relative all’identificazione dei clienti;

b) misure volte a proteggere adeguatamente i token ed a garantirne la segregazione e conservazione, nonché regole e procedure idonee con riguardo all’investimento delle risorse finanziarie;

c) misure per consentire il regolamento efficiente delle operazioni di negoziazione relative ai token da esso custodite;

d) procedure per identificare e gestire i rischi connessi con lo svolgimento dei servizi;

e) idonei presidi di organizzazione e funzionamento, incluso in materia di continuità operativa e sicurezza informatica;

f) adeguate procedure per la gestione dei conflitti di interesse;

g) risorse finanziarie sufficienti per la sana e prudente gestione.