Cosa sono staking e yield farming?

Introduzione

Con l’evolvere del mondo crypto la varietà di prodotti e servizi si è molto espansa. Si sono quindi allargate le possibilità di ottenere dei ricavi dai propri investimenti e persino di ottenere remunerazioni per il solo fatto di possedere delle cryptovalute: si tratta dello staking e dello yield farming.

Staking e Proof of Stake (PoS)

Per capire cosa è lo staking è necessario chiarire cosa sia il Proof of Stake, il concetto di staking infatti origina proprio dall’algoritmo PoS

Il PoS consente alle blockchain di operare con una maggiore efficienza energetica mantenendo un buon grado di decentralizzazione rispetto all’opzione Proof of Work (PoW). L’idea centrale del PoS è che i partecipanti possono bloccare della criptovaluta (il loro “stake”) e, periodicamente, il protocollo assegnerà casualmente a uno di loro il diritto di validare il prossimo blocco. La probabilità di essere scelti è proporzionale alla quantità di criptovaluta che l’utente blocca: più alto è il valore, più alte saranno le probabilità. La produzione di blocchi attraverso PoS consente, non solo un notevole risparmio energetico ma anche un grado maggiore di scalabilità per le blockchain. Per questo motivo il network di Ethereum ha iniziato a dicembre 2020 la migrazione da PoW a PoS mediante vari aggiornamenti tecnici conosciuti collettivamente come ETH 2.0.

Staking

Lo staking consiste in generale nel tenere fondi in un wallet di criptovalute per sostenere la sicurezza e le operazioni di un network blockchain. In poche parole, lo staking si basa sul bloccare criptovalute al fine di ricevere ricompense.

In alcuni casi, si possono mettere in stake le proprie monete direttamente dal proprio crypto wallet. Anche molti exchange offrono servizi di staking ai loro utenti. Ad esempio, Binance permette di guadagnare ricompense tenendo le proprie criptovalute sull’exchange. Vi possono essere dei vincoli che dipendono dalla piattaforma: la richiesta di un saldo minimo per fare staking o il fatto che lo stake debba essere bloccato per un periodo fisso e, solitamente, un periodo di prelievo definito dal protocollo.

Anche i compensi per chi fa staking variano a seconda della piattaforma: si passa da sistemi che offrono compensi a percentuale fissa ad altri che applicano algoritmi che considerano vari fattori, come ad esempio il volume dei fondi in staking da parte dell’utente, da quanto tempo l’utente fa staking, quanto è il volume totale dei fondi in staking sulla piattaforma, ecc. Più utenti che fanno staking possono poi riunirsi in staking pool per aumentare il proprio peso e accrescere i guadagni prodotti, per esempio aumentando la probabilità di essere scelti dal PoS come validatori di un blocco.

Gli staking pool sono anche particolarmente utili sulle piattaforme che hanno delle barriere in ingresso a cui ogni singolo investitore non arriverebbe da solo. Con la centralizzazione dello staking presso gli exchange e presso servizi appositamente nati allo scopo si apre per questo strumento remunerativo una nuova fase: non è più strettamente necessario detenere le proprie cryptovalute in un proprio wallet, il che rende più facilmente fruibile il sistema. È però importante affidarsi a piattaforme che offrano alte garanzie di sicurezza contro gli attacchi informatici.

Yield farming

Lo yield farming, o liquidity mining, è un altro modo per guadagnare utilizzando fondi in criptovalute. Come nello staking, si tratta di  bloccare criptovalute per ricevere ricompense. A livello generale, lo yield farming può essere paragonato allo staking. Tuttavia, c’è una complessità molto maggiore. Tipicamente coinvolge utenti chiamati liquidity provider (LP), o fornitori di liquidità, che aggiungono fondi a pool di liquidità su una piattaforma, questa liquidità è poi utilizzata dalla piattaforma ad esempio per concedere prestiti ai propri utenti.

Un pool di liquidità non è altro che uno smart contract che contiene fondi. In cambio della liquidità fornita al pool i LP ricevono una ricompensa che può essere composta da commissioni generate dalla piattaforma DeFi sottostante o proveniente da altre fonti. Alcuni pool di liquidità distribuiscono le ricompense in diversi token che possono essere depositati in altre liquidity pool per guadagnare anche da quello. 

Chi opera nell’ambito dello yield farming tipicamente sviluppa strategie complesse mirate a massimizzare il rendimento dell’investimento mediante lo spostamento dei fondi tra le piattaforme a seconda delle opportunità. Comunque, l’idea di base è che un liquidity provider depositi fondi in un pool di liquidità e riceva in cambio delle ricompense.

Lo yield farming è strettamente legato a un modello chiamato automated market maker (AMM) che, appunto, tipicamente coinvolge liquidity provider (LP) e liquidity pool.  L’utilizzo di queste piattaforme comporta delle commissioni, che vengono poi distribuite ai liquidity provider in base alla loro quota della liquidity pool.

Questa è la struttura di base del funzionamento di un AMM, poi ogni piattaforma ha le sue caratteristiche specifiche. Come esempio di piattaforma in cui si può fare yield farming di criptovalute si può citare Curve finance che è un market maker automatizzato progettato per gli scambi tra stablecoin. È un aggregatore di liquidità decentralizzato in cui chiunque può aggiungere asset a diversi pool di liquidità e quindi guadagnare commissioni. Altre piattaforme nell’ambito AMM sono Compound Finance, MakerDAO, Aave, Uniswap.

Conclusioni

Lo sviluppo delle applicazioni della blockchain in ambito DeFi sta facendo crescere le opportunità di realizzare ricavi dal solo possesso di criptovalute o, caso opposto, dall’uso di strategie sofisticate per ottimizzare la collocazione e l’impiego dei propri asset crypto. Altre opportunità si creeranno in futuro grazie agli sviluppi tecnologici e l’interconnessione tra diverse piattaforme blockchain.


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