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Criptovalute come opportunità di investimento

Introduzione

Nei primi anni di vita, le criptovalute erano guardate con sospetto da una parte dell’opinione pubblica, essendo considerate come uno strumento finanziario potenzialmente per attività illegali in un contesto soggetto a frodi.
Recentemente lo scenario è nettamente cambiato: le criptovalute, e il bitcoin in particolare, fanno parte dei prodotti di investimento offerti anche dalle banche e da altre organizzazioni finanziarie, e una percentuale significativa dei portafogli di investimento detenuti dagli investitori include oggi anche le criptovalute.
Questo potrebbe essere già sufficiente per considerare bitcoin e le criptovalute come un interessante strumento di investimento.

Tuttavia, potremmo voler guardare la questione da un punto di vista più tecnico per capire se le valutazioni attuali lo rendono ancora un potenziale buon investimento o meno.
Esistono infatti alcuni metodi che sono stati sviluppati nell’ultimo decennio per valutare correttamente le criptovalute.

Il mercato totale indirizzabile (Total addressable market).

Un approccio comune consiste nel confrontare la capitalizzazione attuale con il mercato totale indirizzabile. Al 30 gennaio 2021, il valore di un bitcoin era di 27’704,80 euro e l’offerta di circa 18,6 milioni di unità. Questo per una capitalizzazione di circa 515 miliardi di euro.

Bitcoin è sempre più considerato un deposito di valore e, a causa della sua natura, compete con l’oro come deposito di valore non sovrano. Al prezzo attuale dell’oro, 1’512 euro per oncia, lo stock totale di oro ammonta a 9,6 trilioni di euro.
Se il bitcoin catturasse il 10% del mercato dell’oro, ogni bitcoin varrebbe circa 46’000 euro, dato che il numero massimo di bitcoin che sarà mai disponibile è di 21 milioni.
Attualmente il bitcoin cattura circa il 5% del valore totale dell’oro.
Tuttavia, se consideriamo che il bitcoin attrae investimenti da tutto il mercato della store of value, questo espanderebbe il mercato totale indirizzabile a decine di trilioni di euro.

La equation of exchange

Un ulteriore metodo per la valutazione delle criptovalute è stato proposto da Burniske e Tatar e si basa sull’equazione

MV = PQ

Dove:
M = Capitalizzazione di mercato della criptovaluta
V = Velocità: Frequenza media con cui viene spesa un’unità della criptovaluta
P = Il prezzo medio delle transazioni eseguite nel periodo studiato
Q = Numero di transazioni eseguite nel periodo studiato

Questo metodo presuppone che il valore di una valuta sia basato sulla dimensione del mercato e sulla velocità con cui si muove nel mercato.
Mentre gli altri valori possono essere stimati con relativa facilità, la velocità è difficile da stimare poiché, anche per il dollaro USA, è cambiata molto nel tempo. Pertanto, piccoli cambiamenti nella stima della velocità possono portare a cambiamenti molto grandi nelle valutazioni proposte.

Il valore della criptovaluta come rete

Questo approccio valuta le criptovalute utilizzando la “legge di Metcalfe”, una teoria molto usata nella tecnologia e nella platform economy che afferma che il valore di una rete è proporzionale al quadrato del numero di partecipanti.
Ken Alabi ha dimostrato nel 2017 che questo metodo permette di stimare il valore di una criptovaluta in modo piuttosto preciso. Il presupposto è che gli utenti attivi giornalieri sono un indicatore dell’interesse per l’adozione di una criptovaluta e quindi del suo valore.
Tuttavia, mentre nei social network la legge di Metcalfe si applica così com’è, in una rete finanziaria non vengono considerati alcuni aspetti importanti, per esempio, il fatto che non tutti gli utenti hanno lo stesso valore. Ha comunque senso considerare il numero di utenti come un indicatore dell’interesse per la criptovaluta e la sua tendenza futura.

Costo di produzione

Questo metodo definisce la valutazione delle criptovalute in base al costo di produzione. Questo approccio è stato proposto nel 2015 e perfezionato in ulteriori ricerche negli anni successivi.
La tesi in questione considera le criptovalute come una merce che ha un costo di produzione che ne influenza il valore.
I costi da considerare per la produzione delle criptovalute sono l’hardware e il costo dell’energia per far funzionare l’infrastruttura, compresi i costi di raffreddamento. Quindi il valore del bitcoin può essere stimato confrontando i costi di mining con il valore di ciò che viene prodotto dal calcolo.
Tuttavia, questo approccio non può spiegare l’alta volatilità che è stata osservata lungo la storia del bitcoin ed è anche piuttosto fragile in quanto la difficoltà del mining cambia nel tempo, a causa del fatto che l’algoritmo di mining viene adattato ogni 2 settimane.
Inoltre, ogni criptovaluta ha un diverso meccanismo di consenso che implica diversi costi computazionali, per esempio nei sistemi proof of stake non ci sono costi computazionali o sono molto bassi e quindi il costo di produzione risulta più basso che nei sistemi proof of work.

Modello Stock-to-Flow

Il modello Stock-to-Flow è stato pubblicato per la prima volta nel 2019 nel documento “Modeling Bitcoin Value with Scarcity”. L’idea alla base del modello è che il valore del bitcoin è correlato alla sua scarsità e la scarsità può essere misurata utilizzando lo Stock-to-Flow, cioè il rapporto tra il valore esistente di bitcoin e la quantità di nuovi bitcoin prodotti ogni anno.
In effetti, il prezzo del bitcoin è stato storicamente strettamente correlato alla crescente scarsità mostrata dal modello stock-to-flow.
Essendo il rapporto stock-to-flow del bitcoin programmaticamente crescente nel tempo, questo modello predice un prezzo perpetuamente crescente per la criptovaluta.

Conclusioni

Dei 5 approcci di valutazione descritti, nessuno sembra modellare correttamente una criptovaluta, dunque ulteriori ricerche dovranno essere effettuate per trovare un modello migliore.
Le criptovalute sono più simili alle materie prime o alle valute, ma i modelli di valutazione di queste ultime non sono facilmente applicabili alle criptovalute. Inoltre, i cryptoasset sono ancora all’inizio del loro sviluppo e stiamo ancora scoprendone alcune caratteristiche.
Se guardiamo al valore del bitcoin da quando è stato scambiato per la prima volta, vediamo che ha mostrato due caratteristiche fondamentali: alti rendimenti e alta volatilità.
Come mostrano i dati, il bitcoin è aumentato di valore in 9 degli 11 anni solari da quando ha avuto prezzi negoziati e ha registrato rendimenti a tre cifre o superiori in 6 di quegli anni. Questi alti rendimenti rendono il bitcoin l’investimento con il miglior rendimento dell’ultimo decennio e probabilmente l’opportunità di investimento con il miglior rendimento di tutti i tempi.

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