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Svizzera e Germania favoriscono le securities su blockchain

Introduzione

La nascita di Bitcoin e delle altre criptovalute ha avuto un impatto sul mondo finanziario molto più ampio di quello che a prima vista potrebbe sembrare. Infatti, la sottostante infrastruttura tecnologica, la Distributed Ledger Technology (DLT) e la Blockchain, sono poi servite da base su cui costruire molti altri servizi finanziari in modalità decentralizzata, dando origine alla Decentralised Finance (DeFi). Il cambio di paradigma che queste innovazioni sottendono ha da una parte causato la resistenza del sistema finanziario esistente, ma ha anche posto le autorità di fronte alla necessità di normare un settore con nuove caratteristiche. Su questo fronte, non tutti i Paesi si sono mossi con le stesse modalità e velocità, e si è quindi creata una situazione con normative eterogenee e talvolta lacunose. I paesi di riferimento come piazze finanziarie a livello mondiale sono quelli che più hanno approfondito la questione e hanno ad oggi un quadro normativo più chiaro e consistente.

Predisporre un quadro normativo dimostra l’accettazione del fenomeno come parte del sistema e su questo fronte, negli ultimi mesi, sia Svizzera che Germania hanno compiuto importanti passi.

La Germania

Il governo tedesco ha approvato nel dicembre 2020 una nuova legge che autorizza la memorizzazione delle transazioni riguardanti security su registri elettronici. Non viene più richiesto, come in precedenza, documentazione cartacea aggiuntiva, ovvero certificati per documentare le transazioni. La documentazione cartacea è ancora possibile ma, nella visione del ministro delle finanze tedesco, il futuro sarà solo elettronico.

La legge parla di registrazione elettronica lasciando aperta la strada a più soluzioni tecnologiche che potrebbero essere disponibili in futuro, tuttavia, è stato chiarito che il provvedimento si inserisce nella strategia blockchain del governo federale.

La BaFin

Sarà la Federal Financial Supervisory Authority (BaFin) a monitorare il rilascio delle security elettroniche e la gestione dei ledger digitali. L’approccio tedesco è chiaro, e al contempo anche cauto, infatti la legge varata vale per le obbligazioni ma non ancora per le azioni.

L’approvazione della normativa si inserisce in un percorso iniziato nel 2019 in cui il ministero delle finanze raccomandò di procedere a riconoscere e regolare le security basate su blockchain. Alle autorità era chiaro che doveva essere creato un quadro normativo orientato agli investimenti e alla crescita. Nel settore finanziario la tecnologia blockchain è andata da tempo ben oltre il caso d’uso prominente del Bitcoin. Le blockchain, le criptomonete e i token sono stati posti sotto la supervisione della BaFin con una prima misura di regolamentazione ad inizio 2020, in concomitanza con il recepimento della 5a direttiva UE sul riciclaggio di denaro.

La crypto custody

Il legislatore tedesco ha però colto l’occasione per intraprendere un percorso speciale all’interno dell’UE e introdurre la cosiddetta attività di crypto custody come servizio finanziario anch’esso sotto la supervisione di BaFin. Le aziende di crypto custody sono società che detengono, proteggono o gestiscono beni crittografici. I beni crittografici, secondo la legge bancaria tedesca sono “rappresentazioni digitali di un valore che non è stato emesso o garantito da una banca centrale o da un ente pubblico e che non ha lo status legale di una valuta […] ma […] è accettato come mezzo di scambio o di pagamento o serve a scopi di investimento sulla base di un accordo o di una pratica effettiva e che può essere trasmesso, memorizzato e scambiato per via elettronica”.

Una regolamentazione all’insegna della sicurezza

La regolamentazione dell’intero ambiente di DLT, token e valute criptate è importante per ottenere la fiducia dei fornitori di servizi e degli investitori, consentendogli di operare in un contesto con certezza giuridica. Per questo, la strategia blockchain del governo tedesco è stata accolta con favore. Gli investitori potranno contare su un elevato standard di protezione e investire in futuro in modo più sicuro in attività crypto. Tuttavia, la posizione speciale tedesca è piuttosto controversa: mentre in molti Stati membri dell’UE le attività in ambito di crypto non necessitano ancora di un permesso, i fornitori di servizi finanziari in Germania devono ora affrontare un ostacolo che non trovano in altri paesi. Questo può anche portare a complicazioni: ad esempio, se un fornitore straniero volesse operare in Germania, avrebbe necessariamente bisogno di un’autorizzazione da parte di BaFin. Il percorso intrapreso dal governo tedesco è oggetto di osservazione da parte di altri Paesi UE e potrà fungere da modello una volta verificato il suo buon funzionamento.

La Svizzera

La Svizzera, Paese che ha nella finanza un ruolo leader, fin da subito ha prestato grande attenzione agli sviluppi nell’ambito Fintech, e in particolare nell’industria crypto, cercando di proporsi come Paese all’avanguardia anche in questo settore emergente.

Negli ultimi anni in Svizzera sono nate oltre 900 nuove imprese nell’ambito Blockchain e DLT e numerose organizzazioni finanziarie tradizionali hanno cominciato a offrire servizi nell’ambito crypto e a sperimentare nuove iniziative basate sulle nuove tecnologie, fra queste anche UBS e Credit Suisse. Le numerose iniziative a livello privato si sono combinate con un’attenzione politica che in più fasi ha visto le autorità dedicarsi a questo tema, proponendo norme atte a migliorare ulteriormente le condizioni quadro affinché la Svizzera possa sfruttare le opportunità offerte da queste tecnologie. Al contempo il governo ha attribuito grande importanza al fatto di continuare a garantire l’integrità e la reputazione della piazza finanziaria ed economica svizzera anche in questo settore.

La necessità di un intervento legislativo

Nel dicembre 2018 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sul quadro giuridico relativo all’uso della blockchain e della DLT nel settore finanziario. Il rapporto indicava in particolare i casi in cui il Consiglio federale riteneva necessario un intervento legislativo. Nel marzo 2019 poi il Consiglio federale ha avanzato una proposta di normativa che ha riscosso pareri favorevoli. L’approccio svizzero è stato quello di evitare leggi specifiche relative a Blockchain, dato che il settore è in continua evoluzione, ma piuttosto di procedere con interventi in singoli settori del diritto in cui risultavano necessari adeguamenti mirati per aumentare la certezza del diritto, eliminare gli ostacoli per le applicazioni basate su DLT o blockchain e limitare i nuovi rischi. Nel settembre 2020 il Parlamento Svizzero ha quindi adottato la legge sull’adeguamento della normativa federale all’evoluzione della Distributed Ledger Technology.

La legislazione elvetica

Questa legge generale ha richiesto l’adeguamento di diverse leggi federali in modo da poter proporre un quadro normativo consistente e solido. Obiettivo è che la Svizzera possa continuare a svilupparsi come Paese leader e innovativo nel settore della tecnologia blockchain e della DLT e tutelare gli investitori e i fornitori di servizi. Nella legge si fa distinzione fra payment token o criptovalute e security token che hanno la stessa posizione giuridica dei titoli tradizionali. Per quanto riguarda la legge sui titoli, la modifica principale è stata quella di ammettere l’esistenza di registri elettronici a prova di manomissione. Anche le leggi sul fallimento sono state  modificate per fare spazio ai beni crypto, così come le leggi sull’insolvenza, in particolare, per i custodi di beni digitali che cessano l’attività. A livello di mercato finanziario, i regolamenti saranno adattati per creare una nuova categoria di licenze per i sistemi di trading DLT, fornendo un’autorizzazione più flessibile. In seguito, l’11 dicembre 2020, il Consiglio Federale ha approvato la norma che rende possibile l’introduzione di security elettroniche basate su un ledger. Il processo di consultazione con Cantoni, partiti politici e altre parti interessate durerà fino al 2 febbraio 2021. L’entrata in vigore delle modifiche alle leggi e ai regolamenti è prevista per il 1 ° agosto 2021.

Nuova licenza Exchange sui Security Tokens (DLT Trading Facilities)

Questo nuovo tipo di licenza è stato definito come una sede gestita professionalmente per la negoziazione multilaterale e non discrezionale di digital securities. Obiettivo è offrire servizi di negoziazione, compensazione, regolamento e custodia con attività basate su DLT, non solo a società finanziarie regolamentate, ma anche a clienti privati.

L’Exchange si concentra sulla negoziazione di DLT securities. Le securities DLT includono i titoli basati su blockchain (Security Token) introdotti dal DLT Act e i loro equivalenti esteri. Oltre ai titoli DLT, negli Exchange di trading DLT possono essere utilizzati anche altri asset digitali, come i token di pagamento e i token di utilità.

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